
Non è la realtà ad essere un significante, è l’uomo ad essere una
macchina interpretatrice.
L’uomo è una macchina semiotica la cui funzione è di interpretare. In
ogni cosa vede segni, e ad ogni segno attribuisce un senso.
La cultura è il tentativo dell’uomo di interpretare il mondo come
significante.
Le filosofie e le religioni sono i significati che l’uomo attribuisce al
significante dell'esistenza.
L’essere umano è una complessa macchina decodificatrice che applica i
suoi oscuri algoritmi ad un universo chiaro e semplice, assolutamente
privo di messaggi. L'uomo decifra e comunica perché è una macchina
creata a questo scopo, e non può farne a meno. L’uomo è la macchina
della coscienza di sé e della semiosi.
Egli non capisce e non accetta (non interpreta) il fatto che l’oscurità e
l’assurdità dell’universo è proprio la presenza di quella macchina
nell'universo.
Non è l’universo ad essere indecifrabile, ma la presenza nell’universo di
un ente decifratore.
L'uomo è un’inutile macchina ermeneutica. Una macchina del cazzo.
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